CONVEGNO: AI PER LA PELLE
Perché l’intelligenza artificiale è diventata un bisogno strategico per gli imprenditori del Distretto Conciario
Il distretto della pelle oggi
Il distretto conciario italiano è uno dei settori produttivi più importanti d’Europa.
In questo contesto, l’intelligenza artificiale non è più un’opzione tecnologica, ma una leva strategica per la competitività.
Le aziende del settore pelle si confrontano con: Difficoltà nel reperire manodopera specializzata; Richieste crescenti di qualità e tracciabilità; Pressione sui tempi di consegna; Necessità di aumentare efficienza e automazione; Bisogno di ridurre errori e variazioni di processo.
Per questo Vito Passarella di Center 2000, Massimo Gollin di Jeko Solution e Francesco Vitali di Team Duemila hanno organizzato AI PER LA PELLE, un evento che è stato molto più di un semplice convegno: è diventato un momento di orientamento per capire come l’AI può migliorare il lavoro nelle PMI della pelle.
valore della produzione
p.iva con dipendenti
dipendenti
Fonte: Registro Imprese e bilanci ufficiali (2024). Elaborazione Vincenzo Mele, Visioners
Il Convegno
Durante AI PER LA PELLE, tenuto il 24 ottobre 2025 all’Hotel Fracanzana di Montebello Vicentino, è emerso un dato semplice e diretto: gli imprenditori non hanno paura della tecnologia, ma delle conseguenze che questa potrà avere sulle persone e sulle competenze.
Ho avuto il piacere di essere il presentatore dell’evento, un ruolo che mi ha permesso di osservare da vicino reazioni, aspettative e domande autentiche degli imprenditori del distretto conciario.
Dal palco ho visto emergere una richiesta chiara: capire come l’intelligenza artificiale cambierà il lavoro, le persone e i processi industriali nei prossimi anni.
- imprese italiane (≥10 addetti) che usano almeno una tecnologia di IA ( ISTAT – Report Imprese e ICT 2024) 8,2%
- imprese UE (≥10 addetti) che usano IA (2024)Eurostat – “Use of artificial intelligence in enterprises2024) 13,5%
- imprese UE (≥10 addetti) che usano IA (2024)Eurostat – “Use of artificial intelligence in enterprises2024) 41,17%
L’AI Distribuita
La domanda che si è percepita più chiaramente non è stata “cos’è l’AI?”, ma:
“Come cambierà il nostro modo di lavorare?”
Gli imprenditori cercano orientamento, chiarezza e una visione concreta di ciò che l’AI farà davvero all’interno delle loro aziende. Uno dei temi più ricorrenti nei vari interventi è stato vedere l’AI non come qualcosa che rimpiazza l’uomo, ma come un supporto operativo.
Il concetto più apprezzato è stato quello di AI distribuita:
non un’unica intelligenza che governa tutto, ma tanti sistemi specifici che collaborano tra loro; integrati nei processi, nei macchinari e nelle attività ripetitive.
Testimonianze
Monica Zanin – NET EVOLUTION
Ha mostrato come l’AI supporta il marketing e il customer care, senza togliere spazio all’interazione umana.
Andy Johnson – Solution Now
Ha spiegato come la schedulazione intelligente aiuta a gestire la produzione, semplificando problemi quotidiani.
Cesare Dal Monte – GER Elettronica
Ha mostrato macchine che integrano AI per migliorare precisione e qualità.
Diego Dal Lago – Oribea
Ha illustrato le potenzialità dell’AI generativa nei processi produttivi e creativi.
Domenico Coviello – APPL
Ha descritto l’impatto dell’AI sulla logistica e sull’efficienza dei trasporti.
Il Talk: Visione, Formazione e Competitività
Uno dei momenti più importanti è stato il confronto moderato da Luca Ancetti del Giornale di Vicenza con Rocco Finco di Confindustria Vicenza, Giacome Zorzi di Lineapelle UNIC, Renato Bertoli di ITS Arzignano e Paolo Arcaro di Solution NOW.
La paura più forte emersa in sala era semplice e onesta: “l’AI sostituirà l’uomo?”
La risposta emersa da tutti gli interventi è stata tutt’altro che negativa: l’AI tende a sostituire ruoli che già oggi fanno fatica a essere coperti, non le competenze strategiche che fanno crescere un’azienda. Le aziende oggi faticano a trovare personale, soprattutto in produzione e su questo, l’AI può davvero fare la differenza.
Il dibattito, inoltre, ha evidenziato tre punti chiave:
1. L’AI va introdotta con una strategia, non per moda.
2. Le competenze delle persone restano il centro della competitività.
3. Le aziende devono preparare una nuova cultura interna, non solo nuovi strumenti.
- Riduzione scarti grazie all’AI – Fonte: IDC – Manufacturing Insights Report 2024 25 - 35 %
- Aumento produttività – Fonte: OECD – AI & Industrial Productivity Study 2024 12 - 25 %
- Riduzione costi operativi – Fonte: McKinsey – The State of AI in Manufacturing 2024 10 - 20 %
- Downtime ridotto ( Fermi macchina ) – Fonte: Deloitte – Industrial AI Report 2025 15 - 30%
- Miglioramenti in qualità, tracciabilità e velocitàFonte: European Commission – AI Adoption in EU Industry 2024 64%
Conclusioni
In conclusione, l’intelligenza artificiale non sostituisce l’uomo: cambia il modo in cui l’azienda valorizza le persone. Questo è stato il sentimento più forte emerso dal talk. L’AI non cancellerà il valore umano, anzi: lo metterà ancora più in evidenza.
Le attività ripetitive e a basso valore aggiunto verranno automatizzate, liberando tempo ed energie. Grazie a questo: responsabilità, esperienza, capacità di giudizio e relazioni diventeranno ancora più centrali nel funzionamento delle organizzazioni.
Il punto fondamentale è che il vero cambiamento non è solo tecnologico, ma profondamente culturale. È un nuovo modo di pensare il lavoro, il contributo delle persone e il ruolo dell’innovazione nel creare valore.
Se la prima definizione storica di Intelligenza Artificiale era stata:
“Lo studio di come far fare alle macchine cose che, a questo punto, gli uomini fanno meglio.”
John McCarthy et al., Proposta per il Dartmouth Summer Research Project on Artificial Intelligence (1955)
Oggi la possiamo ridefinire in:
”Lo studio di sistemi che imparano e svolgono compiti cognitivi, talvolta meglio degli esseri umani, ampliando le capacità umane e interagendo con la società. L’intelligenza artificiale può ampliare ciò che sappiamo fare, ma solo l’uomo decide perché farlo.”
Vincenzo Mele, Visioners – Perché l’intelligenza artificiale è diventata un bisogno strategico (2025)
About the Author
Ciao, sono Vincenzo Mele.
Mi occupo di strategia aziendale, processi e sviluppo commerciale. Nel tempo ho affiancato aziende in percorsi di crescita, riorganizzazione e rilancio commerciale; lavorando su vendite, modelli di business e integrazione di tecnologie.
Scrivo per condividere ciò che vivo ogni giorno sul campo: idee, strumenti e riflessioni che possano essere utili a chi sta affrontando sfide simili.
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