CONVEGNO: AI PER LA PELLE

da | Ott 27, 2025 | Eventi, Software & Soluzioni Digitali, Strategia & Direzione

Perché l’intelligenza artificiale è diventata un bisogno strategico per gli imprenditori del Distretto Conciario

Il distretto della pelle oggi

Il distretto conciario italiano è uno dei settori produttivi più importanti d’Europa.
In questo contesto, l’intelligenza artificiale non è più un’opzione tecnologica, ma una leva strategica per la competitività.

Le aziende del settore pelle si confrontano con: Difficoltà nel reperire manodopera specializzata; Richieste crescenti di qualità e tracciabilità; Pressione sui tempi di consegna; Necessità di aumentare efficienza e automazione; Bisogno di ridurre errori e variazioni di processo.

Per questo Vito Passarella di Center 2000, Massimo Gollin di Jeko Solution e Francesco Vitali di Team Duemila  hanno organizzato AI PER LA PELLE, un evento che è stato molto più di un semplice convegno: è diventato un momento di orientamento per capire come l’AI può migliorare il lavoro nelle PMI della pelle.

valore della produzione

p.iva con dipendenti

dipendenti

Fonte: Registro Imprese e bilanci ufficiali (2024). Elaborazione Vincenzo Mele, Visioners

Il Convegno

Durante AI PER LA PELLE, tenuto il 24 ottobre 2025 all’Hotel Fracanzana di Montebello Vicentino, è emerso un dato semplice e diretto: gli imprenditori non hanno paura della tecnologia, ma delle conseguenze che questa potrà avere sulle persone e sulle competenze.

Ho avuto il piacere di essere il presentatore dell’evento, un ruolo che mi ha permesso di osservare da vicino reazioni, aspettative e domande autentiche degli imprenditori del distretto conciario.

Dal palco ho visto emergere una richiesta chiara: capire come l’intelligenza artificiale cambierà il lavoro, le persone e i processi industriali nei prossimi anni.

  • imprese italiane (≥10 addetti) che usano almeno una tecnologia di IA ( ISTAT – Report Imprese e ICT 2024) 8,2% 8,2%
  • imprese UE (≥10 addetti) che usano IA (2024)Eurostat – “Use of artificial intelligence in enterprises2024) 13,5% 13,5%
  • imprese UE (≥10 addetti) che usano IA (2024)Eurostat – “Use of artificial intelligence in enterprises2024) 41,17% 41,17%

L’AI Distribuita

La domanda che si è percepita più chiaramente non è stata “cos’è l’AI?”, ma:
“Come cambierà il nostro modo di lavorare?”

Gli imprenditori cercano orientamento, chiarezza e una visione concreta di ciò che l’AI farà davvero all’interno delle loro aziende. Uno dei temi più ricorrenti nei vari interventi è stato vedere l’AI non come qualcosa che rimpiazza l’uomo, ma come un supporto operativo.

Il concetto più apprezzato è stato quello di AI distribuita:
non un’unica intelligenza che governa tutto, ma tanti sistemi specifici che collaborano tra loro; integrati nei processi, nei macchinari e nelle attività ripetitive.

Testimonianze

Monica Zanin – NET EVOLUTION
Ha mostrato come l’AI supporta il marketing e il customer care, senza togliere spazio all’interazione umana.

Andy Johnson – Solution Now
Ha spiegato come la schedulazione intelligente aiuta a gestire la produzione, semplificando problemi quotidiani.

Cesare Dal Monte – GER Elettronica
Ha mostrato macchine che integrano AI per migliorare precisione e qualità.

Diego Dal Lago – Oribea
Ha illustrato le potenzialità dell’AI generativa nei processi produttivi e creativi.

Domenico Coviello – APPL
Ha descritto l’impatto dell’AI sulla logistica e sull’efficienza dei trasporti.

Il Talk: Visione, Formazione e Competitività

Uno dei momenti più importanti è stato il confronto moderato da Luca Ancetti  del Giornale di Vicenza con Rocco Finco di Confindustria Vicenza, Giacome Zorzi di Lineapelle UNIC, Renato Bertoli di ITS Arzignano e Paolo Arcaro di Solution NOW.

La paura più forte emersa in sala era semplice e onesta: “l’AI sostituirà l’uomo?”

La risposta emersa da tutti gli interventi è stata tutt’altro che negativa: l’AI tende a sostituire ruoli che già oggi fanno fatica a essere coperti, non le competenze strategiche che fanno crescere un’azienda. Le aziende oggi faticano a trovare personale, soprattutto in produzione e su questo, l’AI può davvero fare la differenza.

Il dibattito, inoltre, ha evidenziato tre punti chiave:

1. L’AI va introdotta con una strategia, non per moda.
2. Le competenze delle persone restano il centro della competitività.
3. Le aziende devono preparare una nuova cultura interna, non solo nuovi strumenti.   

  • Riduzione scarti grazie all’AI – Fonte: IDC – Manufacturing Insights Report 2024 25 - 35 % 25 - 35 %
  • Aumento produttività – Fonte: OECD – AI & Industrial Productivity Study 2024 12 - 25 % 12 - 25 %
  • Riduzione costi operativi – Fonte: McKinsey – The State of AI in Manufacturing 2024 10 - 20 % 10 - 20 %
  • Downtime ridotto ( Fermi macchina ) – Fonte: Deloitte – Industrial AI Report 2025 15 - 30% 15 - 30%
  • Miglioramenti in qualità, tracciabilità e velocitàFonte: European Commission – AI Adoption in EU Industry 2024 64% 64%

Conclusioni

In conclusione, l’intelligenza artificiale non sostituisce l’uomo: cambia il modo in cui l’azienda valorizza le persone. Questo è stato il sentimento più forte emerso dal talk. L’AI non cancellerà il valore umano, anzi: lo metterà ancora più in evidenza.

Le attività ripetitive e a basso valore aggiunto verranno automatizzate, liberando tempo ed energie. Grazie a questo: responsabilità, esperienza, capacità di giudizio e relazioni diventeranno ancora più centrali nel funzionamento delle organizzazioni.

Il punto fondamentale è che il vero cambiamento non è solo tecnologico, ma profondamente culturale. È un nuovo modo di pensare il lavoro, il contributo delle persone e il ruolo dell’innovazione nel creare valore.

Se la prima definizione storica di Intelligenza Artificiale era stata:

“Lo studio di come far fare alle macchine cose che, a questo punto, gli uomini fanno meglio.”
John McCarthy et al., Proposta per il Dartmouth Summer Research Project on Artificial Intelligence (1955)

Oggi la possiamo ridefinire in: 

”Lo studio di sistemi che imparano e svolgono compiti cognitivi, talvolta meglio degli esseri umani, ampliando le capacità umane e interagendo con la società. L’intelligenza artificiale può ampliare ciò che sappiamo fare, ma solo l’uomo decide perché farlo.”
Vincenzo Mele, Visioners – Perché l’intelligenza artificiale è diventata un bisogno strategico (2025)

About the Author

Ciao, sono Vincenzo Mele.
Mi occupo di strategia aziendale, processi e sviluppo commerciale. Nel tempo ho affiancato aziende in percorsi di crescita, riorganizzazione e rilancio commerciale; lavorando su vendite, modelli di business e integrazione di tecnologie.

Scrivo per condividere ciò che vivo ogni giorno sul campo: idee, strumenti e riflessioni che possano essere utili a chi sta affrontando sfide simili.

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